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Disbiosi Intestinale la MADRE DI TUTTE LE MALATTIE

Disbiosi Intestinale la MADRE DI TUTTE LE MALATTIE

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‘Disbiosi’ o ‘dismicrobismo intestinale’ è il termine generico utilizzato per indicare l’alterazione della flora intestinale fisiologica che viene sostituita da batteri patogeni (actinomiceti, streptomiceti, clostridi, candida). Si manifesta con sintomi gastrointestinali (alitosi, meteorismo, tensione dolorosa addominale, stipsi o diarrea) e generali (stanchezza, facile esauribilità, ipereccitabilità, tensione muscolare, difficoltà di concentrazione, cefalea, infezioni urinarie e genitali). La disbiosi è considerata come la ‘madre di tutte le malattie’. Si tratta di un’affermazione forte, solo in apparenza eccessiva, che richiama l’attenzione sul ruolo critico svolto dall’ecosistema intestinale nel mantenimento della salute e del benessere, tanto che la sua compromissione prelude a una sequenza a cascata di eventi negativi che predispongono alla malattia. La disbiosi può essere corretta mediante opportune modificazioni dello stile di vita, delle abitudini alimentari e con l’assunzione di fermenti lattici che ricolonizzano il loro ambiente naturale.

I PROBIOTICI

Un lettore che abbia poca dimestichezza con questi argomenti potrebbe rimanere sorpreso dalla mia raccomandazione a consumare grandi quantità di microbi, considerata l’opinione comune che i microbi possono nuocere. Vi sono molti microbi utili, e tra questi i lattobacilli hanno un posto d’onore’. (Elias Metchnikoff, 1907).
La ‘terapia con batteri’ basata sull’assunzione di fermenti lattici per via orale nasce cento anni fa con Elias Metchnikoff (1845-1916) microbiologo russo pioniere delle ricerche sul sistema immunitario, premio Nobel in Medicina nel 1908 per gli studi sulla fagocitosi. Egli attribuì la straordinaria longevità dei pastori della regione caucasica, riferita pari a 87 anni contro la media di 48 anni della popolazione americana di allora, al consumo di latte fermentato, attivo grazie soprattutto all’azione di due microrganismi chiamati Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus. Dopo aver condotto lunghi studi nel suo libro ‘The prolungation of life’ del 1907, egli affermò che la longevità dei pastori era dovuta alla presenza di batteri nel latte fermentato, capaci di contrastare la putrefazione a livello intestinale ed i fenomeni dell’invecchiamento. Nel 1906 la Società francese ‘Le Fermente’ immise sul mercato un latte fermentato, denominato ‘Lactobacilline’, prodotto con ceppi batterici selezionati dallo stesso Elias Metchnikoff. Qualche anno dopo, nel 1925, venne introdotto per la prima volta il termine ‘youghourt’ nel dizionario Petit Larousse, recentemente soppiantato dalla parola ‘probiotici’, dal greco ‘pro-bios’ che significa ‘in favore della vita’. Il mondo scientifico scopriva così che i microrganismi non sono necessariamente dannosi, anche se l’avvento degli antibiotici aveva polarizzato l’attenzione della microbiologia unicamente in un’altra direzione. Il centenario dell’uso dei probiotici costituisce l’occasione per valutare le evidenze dell’attività dei probiotici che si sono accumulate nel tempo e prospettare il loro possibile ruolo per la salute e il benessere dell’organismo. Nell’ultimo decennio si è progressivamente accumulata una quantità crescente di dati che attestano l’importanza della flora intestinale, il suo ruolo nel mantenimento della salute e l’effetto favorevole derivante dall’assunzione di probiotici o fermenti lattici in condizioni molto comuni, caratterizzate da una alterazione della flora intestinale. Anche se vengono spesso utilizzati come sinonimi è bene definire correttamente il significato di fermenti lattici e probiotici. Il termine ‘fermento lattico’ indica un batterio dota
to di attività enzimatica di fermentazione nei riguardi del latte di cui usa la componente zuccherina (il lattosio) per nutrirsi, crescere e moltiplicarsi, producendo allo stesso tempo acido lattico ed altre sostanze utili al nostro organismo. I fermenti lattici si trovano comunemente nel latte e nel formaggio. Vengono usati per produrre bevande o latte fermentato (yogurt). Il termine ‘probiotici’, di origine greca ‘pro-bios’ (a favore della vita), indica microrganismi in grado di produrre effetti favorevoli per la salute mediante un riequilibrio della flora intestinale. Nel 1989 Fuller definisce probiotico ‘un integratore alimentare a base di microrganismi vivi e vitali che produce effetti favorevoli sull’organismo animale, migliorandone l’equilibrio microbico intestinale’. Negli anni ’60 il concetto di probiotico (‘pro-bios’, ‘a favore della vita’) viene contrapposto a quello di antibiotico (‘anti-bios’, ‘contro la vita’) Il primo previene l’infezione batterica arricchendo la microflora intestinale di microrganismi capaci di contrastare la crescita dei batteri patogeni, mentre il secondo distrugge direttamente i batteri responsabili di processi infettivi. L’antibiotico però distrugge anche i batteri buoni, i probiotici, e quando si interrompe la somministrazione, lascia l’intestino esposto allo sviluppo di patogeni. Per questo motivo, dopo la somministrazione di antibiotici è consigliabile assumere probiotici per ricostruire la flora fisiologica protettiva che è stata distrutta dall’antibiotico. I probiotici vengono identificati in base al genere (es. Lactobacillus, Bifidobacterium), alla specie (L. acidophilus, B. lactis) e al ceppo di appartenenza (es. L. acidophilus LA-5, B. lactis B-b12). Attualmente si ritiene che l’attività favorevole dei probiotici sia ceppo-dipendente. 
I probiotici ‘ tindalizzati ’ I probiotici sottoposti a trattamento termico a 56°C per 30 minuti vengono definiti ‘probiotici tindalizzati’. La tindalizzazione consiste in un tipo di sterilizzazione termica mediante calore ideato dal fisico britannico John Tyndall (1820-1893). Il calore uccide i batteri ma ne preserva la struttura e la funzione, rendendoli stabili nei confronti degli acidi gastrici e dei succhi biliari, oltre che alla temperatura ambiente per lunghi periodi. Pertanto essi sono più stabili rispetto ai probiotici vivi che possono variare di concentrazione sia all’interno del preparato in cui si trovano, sia lungo il tubo digerente una volta che sono stati somministrati.
Prebiotici I prebiotici sono alimenti non digeribili che fanno da supporto alla crescita e all’attività dei batteri intestinali benefici. I principali prebiotici comprendono l’inulina, la lattoferrina, i frutto oligosaccaridi e altri. Secondo la definizione proposta da Gibson e Roberfroid nel 1995 i prebiotici sono ‘parti non digeribili di alcuni alimenti che stimolano la crescita di una o più specie batteriche considerate utili per l’uomo’.
Inulina L’inulina è la fibra vegetale che si ricava dalla radice della cicoria. È la più idrosolubile e pertanto presenta il più alto potere di rigonfiamento in presenza di acqua. In tal modo provoca un aumento della massa fecale e una conseguente riduzione del tempo di transito intestinale. Inoltre è il nutrimento preferito dai batteri intestinali e in particolare dai bifido-batteri. Si vengono così a innescare reazioni positive a cascata con incremento nell’attività di eliminazione delle scorie azotate e un aumento di acidi carbossilici e peptidi capaci di inibire la crescita di ceppi patogeni e di riequilibrare il pH nel lume intestinale. Infine le fibre di inulina favoriscono l’assorbimento di ferro e calcio, inibiscono il riassorbimento di colesterolo e riducono il potenziale effetto infiammatorio e degenerativo delle scorie sulla mucosa intestinale, in quanto ne accelerano l’eliminazione, riducendone il tempo di contatto. Quest’ultimo meccanismo sembra proteggere l’intestino da uno dei fattori di rischio più importanti per lo sviluppo del carcinoma del colon.
Lattoferrina È una proteina isolata nel 1960 dal latte bovino che è presente in molte secrezioni umane, come le lacrime, la saliva, il muco nasale e bronchiale, le secrezioni intestinali, il liquido seminale, il muco cervico-vaginale e nel sangue. Tale proteina è capace di legare il ferro impedendo lo sviluppo di batteri, funghi, parassiti e virus che necessitano di ferro, in particolare dei germi patogeni intestinali. In tal modo la lattoferrina ha un effetto inibente sulle infezioni in quanto favorisce la crescita della flora batterica normale che non è ferro-dipendente. Essa svolge inoltre una potente attività di inibizione nei confronti di molti virus. In definitiva la lattoferrina impedisce la colonizzazione delle superfici mucose da parte di batteri, funghi, parassiti e virus patogeni, prevenendo la successiva penetrazione all’interno delle cellule dell’ospite.
Fruttoligosaccaridi (FOS) Sono prebiotici che vengono fermentati principalmente da alcuni tipi di Bifidobatteri e Lactobacilli. La presenza di probiotici favorisce un aumento considerevole degli acidi grassi a catena corta (Short Chain Fatty Acids) come il propionato, il lattato, l’acetato e il butirrato. Oltre a mantenere un ambiente microbico sano, gli acidi grassi a catena corta forniscono fino al 70% dell’energia utilizzata dalle cellule epiteliali del colon, migliorando l’integrità e la rigenerazione continua delle cellule della mucosa intestinale.
Simbiotici Il termine simbiotici indica l’associazione sinergica favorevole di prebiotici e probiotici. Le preparazioni disponibili in commercio contengono sia prebioticvi che probiotici per valorizzare le attività favorevoli vengono riassunti nella tabella riassuntiva seguente.
Uno dei provvedimenti fondamentali da attuare per favorire una normale flora intestinale è quello di seguire abitudini alimentari corrette. Il ripristino delle condizioni di equilibrio a livello dell’ecosistema intestinale richiede in molti casi l’assunzione di integratori biologici di fermenti lattici vivi o probiotici.
Numerose ricerche hanno dimostrato un effetto favorevole certo dei probiotici in alcune condizioni, come attività di barriera contro gli enterobatteri patogeni, riduzione dei sintomi da intolleranza al lattosio, prevenzione della diarrea del bambino, prevenzione e cura della diarrea, riduzione dell’eczema atopico. Ulteriori conferme sono necessarie per altri effetti benefici: attività immunomodulatrice, prevenzione dei tumori del colon, riduzione della colesterolemia, riduzione dei processi infiammatori e infettivi.

Le origini dell’uso dei fermenti lattici

L’uso di prodotti fermentati da parte dell’uomo è molto antico, anche se si è tentato di attribuire un valore terapeutico ai fermenti lattici solo alla fine dell’Ottocento, in particolare con i lavori di Elias Metchnikoff (1845-1916). Nel 1882 lasciò l’Ucraina, suo Paese natale per stabilirsi a Parigi, dove lavorò presso l’Istituto Pasteur. Qui condusse i suoi studi cercando di riprodurre gli effetti benefici del latte fermentato, largamente consumato dai pastori caucasici nella loro alimentazione quotidiana, utilizzando colture specifiche isolate dal latte stesso. Nel 1906 la Società francese ‘Le Fermente’ introdusse in commercio un latte fermentato, denominato ‘Lactobacilline’, prodotto con ceppi batterici selezionati dallo stesso Metchnikoff. Qualche anno dopo, nel 1925, venne introdotto per la prima volta il termine ‘youghourt’ nel dizionario Petit Larousse. Il mondo scientifico scopriva così che i microrganismi non sono necessariamente dannosi, anche se l’avvento degli antibiotici ha polarizzato l’attenzione della microbiologia unicamente in un’altra direzione. Oggi, tuttavia, si va accumulando una quantità crescente 

di dati sull’importanza della flora intestinale, sul suo ruolo nel mantenimento della salute e sull’effetto favorevole dell’assunzione di fermenti lattici in condizioni molto comuni, caratterizzate dall’alterazione della flora intestinale. A partire dagli anni ’90 l’Unione Europea ha finanziato ben 60 laboratori con il compito di saggiare il ruolo e l’efficacia dei ceppi batterici in modo da definire linee guida che assicurino la tutela dei consumatori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la FAO stanno elaborando delle indicazioni generali internazionali per regolare sia la ricerca sia il mercato dei probiotici.

Effetti sulla salute

Le proprietà dei probiotici sono dovute al ceppo di appartenenza dei probiotici. Attualmente si distinguono gli effetti sulla salute con adeguata documentazione scientifica ed effetti che richiedono ancora ulteriori conferme.

1.Effetti con adeguata documentazione scientifica

• Attività di barriera contro gli enterobatteri patogeni, grazie ad un meccanismo di esclusione competitiva.

• Riduzione dei sintomi da intolleranza al lattosio per insufficienza di beta-galatosidasi.

• Prevenzione della diarrea da rotavirus (L.acid. Lb1, BB12, GG).

• Prevenzione e cura della diarrea da antibiotici.

• Riduzione dell’eczema atopico nei primi mesi di vita (GG, BB12).

2. Effetti che richiedono ulteriori conferme:

• Attività immunomodulatrice con attivazione dei macrofagi, aumento delle citochine non infiammatorie, aumento dell’attività killer, aumento della secrezione di immunoglobuline A.

• Prevenzione dei tumori del colon.

• Cura delle infezioni da Helicobacter pylori.

• Riduzione della colesterolemia.

• Riduzione dell’infiammazione dovuta ad artrite reumatoide.

• Prevenzione delle affezioni delle prime vie aeree, probabilmente dovuta allo stimolo di produzione e migrazione dei linfociti B. I fermenti lattici in commercio I probiotici disponibili sul mercato appartengono alla categoria degli alimenti definiti ‘funzionali’. Attualmente la Comunità Europea considera probiotici ‘microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati in adeguata quantità, come parte di un alimento o di un integratore’. Sono stati inoltre stabiliti i requisiti per considerare un microrganismo come probiotico:

1. Identificazione della specie e del ceppo. Numerosi studi attestano che le proprietà dei probiotici non sono legate al genere di appartenenza (es. Lactobacillus) o alla specie (acidophilus) ma a singoli ceppi opportunamente selezionati (es. Lactobacillus acidophilus LA-5).

2. Sicurezza per l’uomo. I probiotici non devono essere una potenziale causa di infezione o malattia.

3. Resistenza al passaggio attraverso lo stomaco. I probiotici devono essere resistenti nei confronti degli acidi gastrici e dei sali biliari, per poter giungere vivi e vitali in grandi quantità nell’intestino.

4. Capacità di sopravvivere e di insediarsi colonizzando l’intestino.

5. Capacità di apportare dei benefici all’organismo migliorando l’effetto barriera intestinale e potenziando le difese immunitarie.

Il legislatore europeo ha emanato il regolamento per la Comunità europea relativo all’utilizzo dei probiotici indicando le seguenti linee-guida.

1. ‘La scelta dei ceppi deve avvenire attraverso un processo di selezione volto ad assicurare l’identità tassonomica, le principali caratteristiche fenotipiche, la sicurezza, l’efficacia’. I ceppi utilizzati devono pertanto essere identificati non con la definizione della specie generica di appartenenza ma con la loro identità tassonomica, determinata tramite l’analisi del DNA e depositati presso una ceppo-teca, in modo tale che in qualsiasi momento si possa verificare che il prodotto in commercio contenga proprio quel ceppo.

2. I microrganismi devono ‘essere attivi e vitali a livello intestinale in quantità tale da giustificare gli eventuali effetti benefici osservati in studi di efficacia’.

3. I microrganismi devono ‘essere in grado di persistere e moltiplicarsi nell’intestino umano’.

4. Le dosi indicate sul prodotto devono essere rintracciabili anche a lla data di scadenza e non solo al momento della produzione.

Modalità d’uso dei fermenti lattici

I probiotici devono essere assunti a stomaco vuoto. La posologia varia in funzione dei diversi preparati. La mono somministrazione giornaliera è la più semplice da seguire. Le nuove formulazioni di simbiotici (bustine orosolubili, compresse masticabili) che si affiancano a quelle classiche (capsule, flaconcini, buste) risultano più pratiche. La durata di assunzione dipende dalle indicazioni cliniche. In generale in caso di terapia con antibiotici, diarrea, infezioni vaginali da Candida, è consigliabile assumerli fino alla scomparsa dei sintomi e proseguire dopo la fine della terapia specifica, per almeno una settimana. Se c’è stipsi, meteorismo, alitosi o intestino irritabile, sono consigliabili cicli prolungati di almeno 3 settimane, da ripetere nel corso dell’anno. Non esiste il problema del sovradosaggio perché la quantità di probiotici introdotta per correggere una carenza è comunque molto inferiore alla quantità che normalmente è presente nell’intestino sano.

Per questo il nostro consiglio è "Linea Ferzym"

Tratto da: NATURA SCIENZA

Periodico di informazione Culturale e Scientifica Via B. Rizzi, 1/3  37012 Bussolengo (VR) redazione@specchiasol.it Direttore: Giuseppe Maria Ricchiuto Redazione: Laura Moroni Dir. resp.: Enzo Righetti Registrazione Tribunale di Verona n. 700 del 20.07.1987

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